DI LUANA ROSSINI

E siamo al terzo locale, una vineria con cucina: Cantine Camilla. Il locale si trova in Vico degli Indoratori, 20/22-24 R. Le scritte in latino, incise su un’insegna di pietra nera tipicamente ligure su un’abitazione medievale dei primi del XIII Secolo, testimoniano la storia: in questa strada, in cui nacque Santa Caterina Fieschi, un tempo dimorava una nobile famiglia, tanto che la zona Indoratori/Scurreria, era nota come Contrada dei Camilla. Nel 1188 Nuvelone e Angelo furono tra i nobili che si prodigarono per concludere la pace con Pisa e, agli inizi del 1200, al fine di proteggere la sua potente famiglia dai rivali, Simone Camilla fece costruire sui suoi possedimenti una chiesa gentilizia che dava su Campetto. Mi accoglie Samuel, dottore in Lettere originario degli Abruzzi, Università a Genova e, soprattutto, sommelier doc., grazie agli studi anche in questo campo, frutto di una grande passione. E questo spiega il nome del locale nato nel dicembre del 2022: qui la carta dei vini è davvero ricca e la cantina è super ricercata perché offre vini nazionali e internazionali, naturali e artigianali; va da sé, quindi, che ogni cibo può essere abbinato al giusto calice e al gusto di ogni palato. La prima cosa che mi dice Samuel è che ci troviamo nella casa abitata più antica di Genova, tanto che nel locale, appena si entra sulla destra, fa capolino un’antichissima e originale acquasantiera, mentre al piano di sotto possiamo lavarci le mani nell’originale lavabo in marmo. Pochi tavoli all’interno e un bellissimo giardino all’esterno, dove un tempo sorgeva un palazzo che fu bombardato durante l’ultima guerra. Il titolare e i suoi ragazzi si prendono cura degli spazi e del verde perché il giardino, in realtà, è pubblico e accoglie anche una comunità.    

Anche per Samuel la filosofia di cucina parte dall’amore per il territorio, a partire dagli ingredienti. Le materie prime o sono a chilometro zero, oppure provengono da fornitori di fiducia. Pane e focaccia – quest’ultima di una bontà che crea dipendenza – sono fatti da loro. 

La ricetta: Buridda

Calamari, che andranno riempiti dei loro ciuffi, mollica di pane, maggiorana, parmigiano, olio, sale e pepe. Far cuocere il tutto in una zuppa di pomodoro, cipolla e piselli per 20 minuti. Impossibile sbagliare la ricetta se il pescato è fresco. Il segreto? L’aggiunta di anice stellato nel ripieno dei calamari. 

(aperto tutti i giorni dalle 19.00. Gli aperitivi a centro tavola prima di cena sono dei veri momenti di condivisione e convivialità, sabato e domenica aperto anche per il pranzo)